Claudia Ottone, direttrice della Galleria Magus e della Biennale d’Arte Spirituale Torino 2026, porta l’Instant Art nel mondo arabo con “Io sono ogni donna”: una mostra collettiva a Sharm el-Sheikh con oltre 50 opere di artiste italiane dedicata alla forza e alla dignità femminile.

Sharm el-Sheikh, 26 febbraio 2026. Questi sono tempi in cui l’arte deve smettere di essere contemplazione e diventare necessità. Diventare voce per chi è stato fatto tacere, forma per ciò che non ha ancora trovato parole, presenza fisica in luoghi dove certe storie non vengono ancora raccontate. È esattamente questo il momento che ha preso vita a Sharm el-Sheikh con IO SONO OGNI DONNA | أنا كل امرأة, il progetto artistico e sociale ideato e portato nel mondo arabo da Claudia Ottone, direttrice della Galleria Magus e della Biennale d’Arte Spirituale di Torino 2026.

Una mostra collettiva, potente, necessaria. Più di cinquanta opere. Più di venti artiste italiane. Un solo messaggio, declinato in mille forme: ogni donna è ogni donna, e la sua storia merita di essere vista.

L’idea che ha attraversato un confine

Il progetto «IO SONO OGNI DONNA» nasce con un’intenzione precisa: dare voce alla figura femminile nella sua totalità, alla sua forza, alla sua identità, alla sua dignità — in quei contesti in cui la violenza di genere, la sottomissione culturale e la mancanza di reale tutela legale per le donne restano ferite aperte e spesso invisibili.

La scelta di Sharm el-Sheikh come sede della prima edizione internazionale non è casuale. Portare l’arte contemporanea italiana in un paese arabo significa scegliere di non restare al sicuro, di non limitare il messaggio ai circuiti in cui è già accolto. Significa credere — con convinzione autentica — che l’arte sia un linguaggio capace di attraversare confini culturali, religiosi e geografici, e che proprio lì, dove il dialogo è più difficile, la sua presenza sia più urgente.

È questa la visione di Claudia Ottone e della Galleria Magus: un’arte che non chiede il permesso di esistere, che abita lo spazio urbano e culturale, che trasforma ogni opera in un atto di testimonianza e risonanza collettiva.

Claudia Ottone e la Galleria Magus: arte come atto di responsabilità

Dietro ogni grande progetto c’è una visione. E dietro «IO SONO OGNI DONNA» c’è Claudia Ottone, direttrice della Galleria Magus e ideatrice della Biennale d’Arte Spirituale di Torino 2026, una delle voci più coraggiose e riconoscibili nel panorama dell’arte contemporanea italiana con impatto sociale.

La Galleria Magus lavora anche con il format dell’Instant Art perché costituisce un modello di diffusione artistica che porta le opere fuori dai musei e le inserisce nel tessuto vivo della città, del viaggio, dell’incontro. Un arte che diventa per tutti, esce dal privilegio entrando nel diritto.

Con questo progetto, Claudia Ottone ha compiuto un passo che è insieme artistico, culturale e civile: ha scelto di portare la voce di oltre venti artiste italiane in un paese del mondo arabo, costruendo — attraverso le opere — un dialogo che nessun trattato diplomatico potrebbe avviare con la stessa intensità.

“L’arte non è decorazione. L’arte è dialogo. E questo dialogo, oggi, lo portiamo lì dove è più necessario.”
— Claudia Ottone, Galleria Magus

L’impatto sociale: perché questo progetto conta, oggi più che mai

In un’epoca in cui i diritti delle donne vengono ancora discussi come se fossero una concessione negoziabile piuttosto che una necessità assoluta, un progetto artistico come «IO SONO OGNI DONNA» assume il peso di un atto politico — nel senso più alto e nobile del termine.

L’arte, quando nasce da un’intenzione autentica, produce un tipo di impatto che nessun convegno, nessun comunicato, nessuna campagna istituzionale riesce a replicare: muove qualcosa dentro le persone. Sposta un pensiero. Apre una crepa nell’indifferenza. Ricorda a ciascuno di noi che esiste un’altra storia che merita di essere ascoltata.

Titoli come Rosso non è amoreIl silenzio che urlaUna volontà di liberarsi dalla violenzaNessuna conseguenzaSolo perché donna non lasciano spazio all’ambiguità: sono dichiarazioni, sono denunce, sono appelli. Sono la voce di donne che hanno scelto di non tacere, e che lo fanno attraverso il mezzo più potente che esista: la creatività.

Portare queste storie a Sharm el-Sheikh significa creare ponti dove esistono muri. Significa attivare empatia dove può esserci distanza culturale. Significa ricordare a ogni donna — di qualunque nazionalità, religione o estrazione — che la sua storia conta. Che lei conta.

Le artiste e le opere: oltre cinquanta voci per un unico coro

Ogni opera è un tassello di un mosaico collettivo che racconta la donna nella sua molteplicità: fragile e potente, silenziosa e urlante, ferita e rinata. Ecco il catalogo completo delle opere presentate a Sharm el-Sheikh nell’ambito del progetto IO SONO OGNI DONNA | أنا كل امرأة, curato dalla Galleria Magus di Claudia Ottone.

Alice Pezzali

  • La Fenice
  • La terra nel cuore
  • Nucleo

Anna Lauricella

  • Eterea bellezza
  • Il coraggio è donna
  • La rinascita
  • Ombra d’animo
  • Solo perché donna

Chiara Cippone

  • La bugia più bella

Chiara Piazza

  • Cinque ferite
  • I Am
  • The Mask

Daniela Frandino

  • Love of My Life

Domenica Alessi

  • Afrodite
  • Contemplazione

Domenica Burgio

  • Dal cuore
  • La regina dell’ombra
  • Regina di me stessa

Elisa Scolletta

  • Io sono

Elisabetta Palmieri

  • L’imperatrice
  • We di It
  • L’ammutinamento

Elisabetta Scaglia

  • Memoria del dolore
  • Rosso non è amore

Federica Saulli

  • La perfezione di madre
  • Universo donna

Francesca Catania

  • Etoile

Giovanna Adurno

  • Arco e freccia
  • Crepe di luce
  • Posto freddo

Joselyne Matalone

  • Abbraccio

Laura Dallatana

  • Il mio canto libero
  • Morta? Dentro
  • Loneliness

Lucia Cirullo

  • Il sacro corpo
  • Il silenzio che urla
  • Quando l’anima urla al cielo

Margherita Budini

  • Cambia i tuoi pensieri e cambierai il mondo
  • Una volontà di liberarsi dalla violenza

Maria Biondi

  • Onor

Mirella Pescetelli

  • Battito d’ali
  • Io sono
  • The Phoenix

Raffaella Stefanovic

  • Consapevole rinascita
  • Riordino il mio caos

Rosa Tramonti

  • Anime in volo
  • Il ciclo della vita
  • Purezza
  • Risveglio

Selene Pezzali

  • Nessuna conseguenza
  • Riemergere

Stefania Corini

  • Be Centred
  • That’s Me

Stefania Spadavecchia

  • Noi – La geometria sacra dell’Unione
  • Sacro femminile
  • Sorelle d’anima

Arte come linguaggio universale: oltre l’estetica, verso il cambiamento

Cosa distingue un’opera d’arte da un semplice oggetto bello? La capacità di spostare qualcosa dentro chi la guarda. Di aprire un dialogo che non sarebbe cominciato altrimenti. Di far sentire meno soli — o meno soli nel proprio dolore — chi si trova davanti a una tela, a una fotografia, a un’installazione.

Questo è ciò che ha fatto la Galleria Magus di Claudia Ottone portando l’Instant Art a Sharm el-Sheikh: ha scelto di non fermarsi all’estetica. Ha scelto un’arte che si fa strumento di cambiamento, dialogo e consapevolezza, capace di parlare a culture diverse, di attraversare barriere linguistiche, di toccare corde umane universali.

In ogni opera di questa mostra c’è una donna che ha scelto di non restare invisibile. C’è una storia che ha scelto di farsi immagine. C’è un dolore, una forza, una speranza che hanno scelto di diventare colore, forma, simbolo.

E quella scelta, moltiplicata per cinquanta opere, in un paese arabo, davanti a occhi che forse non avevano mai incontrato questo tipo di arte — è un atto rivoluzionario. Silenzioso, bellissimo, necessario.

Un passo storico: quando l’arte italiana parla al mondo

«IO SONO OGNI DONNA | أنا كل امرأة» a Sharm el-Sheikh è una porzione di voce dell’arte italiana sussurrato lontano da casa, in un contesto internazionale, con il coraggio di dire cose scomode nel posto più significativo possibile. A volte i sussurri funzionano meglio delle grida a pieni polmoni.

Claudia Ottone, con la Galleria Magus e il progetto Instant Art, ha dimostrato ancora una volta che l’arte può essere molto più di ciò che appende alle pareti: può essere diplomazia culturale, può essere attivismo, può essere il modo più potente che abbiamo per ricordare al mondo che ogni donna — ogni singola donna — ha una storia che vale la pena raccontare.

La Biennale d’Arte Spirituale di Torino 2026, di cui Claudia Ottone è direttrice, si inserisce in questo stesso solco: un percorso coerente, visionario e profondamente umano, che usa l’arte come strumento di trasformazione collettiva.

Io sono ogni donna. Ogni donna sono io.

📍 Luogo: Sharm el-Sheikh, Egitto
📅 Apertura: 26 febbraio 2026
🎨 Progetto: IO SONO OGNI DONNA | أنا كل امرأة
🏛️ Direzione artistica: Claudia Ottone – Galleria Magus
🌍 Prima edizione dell’Instant Art nei Paesi arabi

Qui la mappa completa delle opere esposte.

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